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novembre
- Cunicchio,
gli uffici lasciano spazio agli appartamenti. tusciaweb |
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Corriere di Viterbo Tofani apre ma i dubbi restano L’assessore attiverà un tavolo di confronto con i privati
Dubbi sulla divisione tra suolo e
sottosuolo, sulla concessione edilizia scaduta (visto che il permesso è dato 23
dicembre 2004 e i lavori per legge devono iniziare entro un anno), sull’assenza
di cartelli nel cantiere, sul mancato coinvolgimento della Soprintendenza. Ma,
soprattutto sull’opportunità di realizzare volumi commerciali e sotterranei a
ridosso delle mura. Tutto legittimo, secondo la maggioranza e secondo
l’assessore Tofani, che ha bollato come “stronzate” i rilievi del presidente
dell’ordine degli architetti Daniele Cario. A dare voce alle perplessità
dell’opposizione è stata il capogruppo dei Ds Giulia Arcangeli. Che ha poi
rinnovato la sua proposta: spostare i negozi in un altro sito, ferma restando
la verifica dei diritti acquisiti dalla Edilgem. Di fronte all’irrigidimento di
An, che difende a spada tratta l’operazione, ola sinistra ventila anche il
ricorso alle vie legali. “Dove non arriva la politica, arriveranno gli
avvocati”, minaccia A Gigli, dal canto suo, interessa non aprire contenzioso con i costruttori: “Attiviamo un confronto” ha detto. Tofani s’è impegnato. |
| Viterbo - Comune : Contardo e Federici ( An) : " Ecco le risposte alle dieci
domande che ci vengono poste con più frequenza sul "mattone ecologico" Pubblicato il: 31\8\2006 http://www.viterbocitta.it/index.php?page=loadarticle&art=archivio/2006/8/20060831.htm Sono passati ormai alcuni giorni da quando abbiamo inviato alla Regione Lazio e alla Provincia di Viterbo una lettera con allegato il progetto del “mattone ecologico e siamo tuttora in attesa di un qualsiasi cenno di riscontro, rimanendo per ora fiduciosi sulla possibilità di una sinergica collaborazione, intendiamo chiarire alcuni punti. Se questi Enti ancora non si muovono i cittadini di Viterbo e della sua provincia ci chiedono sempre più spesso dei chiarimenti sul funzionamento del progetto esternandoci la loro fiducia nello stesso. Al momento stiamo organizzando una conferenza stampa e un’incontro dibattito aperto ai cittadini, giornalisti e a quanti vogliono chiarimenti di vario genere, con l’ideatore di questa tecnologia Prof.Arch.Bernabei e con i responsabili della Ditta interessata a metterla in pratica; inoltre a breve su un sito web di informazione di Viterbo metteremo in funzione un video che chiarisce ogni fase del funzionamento del mattone ecologico. Riportiamo pertanto le dieci domande che ci vengono rivolte con più frequenza e le relative risposte. Chi ha inventato questo nuovo sistema per lo smaltimento dei rifiuti? "Questo processo basato sul brevetto mondiale del Prof.Arch.Raffaello Bernabei, è stato messo a punto e verificato presso l’Istituto sperimentale per l’Edilizia di Guidonia e dal Dipartimento di Ingegneria Strutturale e Geotecnica dell’Università la Sapienza di Roma. La valutazione di congruità tecnico e scientifica è stata rilasciata dal CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche) e certificata dal Consorzio CREA(Costruzioni Ricerca Energia Ambiente), formato da : ANPA, CNR, IMI, ENEL, ENEA, C.R.E.A, Corp.Scrl, ministeri dell’Industria,del Lavoro e della Sanità, Università di Udine e Venezia". Quali sono i vantaggi nell’usare questo sistema? "Questo processo permette di trasformare volumi di RSU di qualsiasi dimensione, non si hanno impatti ambientali secondari; si eliminano gli svantaggi dei metodi tradizionali di smaltimento, conferimento in discarica e termodistruzione che provocano pesanti ed irreversibili danni ambientali. Inoltre i costi di esercizio sono minori rispetto ai trattamenti convenzionali ed in più c’è la possibilità di vendere il prodotto finale". Come funziona la trasformazione dei rifiuti? "Il processo di trasformazione si ottiene mescolando in un’apposita macchina, mescolatore a vite, l’RSU polverizzato, con un additivo polimerico più lo specifico catalizzatore, che interagendo con i componenti deperibili, in un tempo di 180/260 secondi distruggono la flora batterica, rendendo inerte il prodotto". Come avviene questo processo? "Il processo avviene sempre a freddo, si raggiunge la temperatura massima di 40° durante la polimerizzazione del prodotto, ad eccezione della fase di essiccamento della miscela di RSU( rifiuto solido urbano), viene quindi recuperato il vapore acqueo attraverso uno specifico sistema e depurato con l’ausilio di scrubber, in nessun caso viene liberato in aria. Non vengono prodotti rifiuti finali da depositare in discariche dato che tutti gli scarti del processo vengono riciclati nel processo stesso". Quale è il prodotto finale? Oltre ai granuli di varia dimensione, si possono ottenere manufatti di differente forma ed utilizzo, sia nel settore edilizio che in quello dell’arredo urbano generico come brecciolino, mattoni, piastrelle, materiali per impiantistica.impiantistica. Il materiale ottenuto è esente da flora batterica, esente da muffe, inodore, resistente al fuoco, di ottima resistenza allo schiacciamento. Perché dite che con questo sistema si può fare a meno del riciclo dei materiali? "E’ constatato che il riciclo e la separazione di molte componenti dei rifiuti non è economicamente conveniente a causa dei costi elevati di rigenerazione necessari al loro riutilizzo, pertanto questi prodotti “soggiornano” senza essere venduti nei piazzali di queste industrie, in attesa di essere riportati un discarica, comportando ulteriori costi al cittadino". Quanto costa questo impianto? "L’importo chiavi in mano completo di opere elettromeccaniche e opere civili, compresa l’industria per la realizzazione dei manufatti per l’edilizia costa circa 15milioni di euro a totale carico della Ditta realizzatrice, agli Enti territoriali ed ai cittadini non costa nulla. Sorgerà su un terreno di 3 ettari e tutto il lavoro verrà svolto al chiuso". Quale è la potenzialità di questo impianto? "L’impianto proposto è dimensionato per trasformare 250 tonnellate al giorno di RSU per 6 giorni la settimana, con ciclo continuo di 24 ore giornaliere, pari ai rifiuti prodotti dalla sola provincia di Viterbo". "Perché siete contrari ai termocombustori o termovalorizzatori? Questi producono squilibri all’ecosistema, sia per l’elevata quantità di anidride carbonica prodotta sia per l’elevato consumo di ossigeno sia per la produzione di diossina, causata da presenza di materie plastiche, oltre al problema delle emissioni in aria resta il problema delle ceneri che richiedono discariche adeguate essendo estremamente pericolose per la loro volatilità e tossicità. Inoltre questo tipo di processo è caratterizzato da costi enormi". Perché siete contrari alle discariche? "Queste producono enormi danni ambientali, generando degrado ambientale, inquinamento atmosferico e delle falde acquifere, miasmi, roditori etc., particolarmente sentiti dalla popolazioni che risiedono intorno a queste zone". Ritenendo di essere stati chiari nelle nostre argomentazioni, fino all’incontro con la cittadinanza e l’ideatore della tecnologia del Recupero Ecologico Chimico Industriale, non intendiamo intervenire oltre sulla questione, invitiamo quanti chiedono ulteriori chiarimenti, a cominciare dal segretario dello SDI Scalzini, a partecipare e soprattutto di evitare allusioni, che anche se non siamo abituati a farlo e non ci piace farlo, ci porterebbero a passare alle vie legali. Per il gruppo di A.N. i Consiglieri Comunali Maurizio Federici Enrico Maria Contardo |
| Viterbo - Porta Murata e i tigli di via
Capocci - Intervista ad Antonello Ricci Vogliono violentare le mura 29 agosto 2006 viterbo - -A Viterbo si rischia il “mura contro mura”. http://www.tusciaweb.it/notizie/2006/agosto/29_12mura.htm La cinta muraria è il maggior monumento di Viterbo, Gabbianelli dichiara di volerla valorizzare, poi però autorizza la costruzione di un centro commerciale proprio a ridosso di Porta Murata, fa abbattere tigli lungo viale Capocci e si prepara ad altri interventi. Che valorizzazione è? Antonello Ricci del coordinamento Salviamo l'Arcionello, una risposta ce l'ha. “E' la solita urbanistica del somaro - dice - senza
programmazione, dove l'idea più evoluta di valorizzazione è il
pratino all'inglese. Si ragiona soltanto per centri commerciali. Che
portano auto, quindi servono nuovi parcheggi e siamo punto e a capo.
Invece di liberare la cerchia delle mura, la si imprigiona”.
“E' tempo - sostiene Ricci - che il centrosinistra provi a vincere. Se va avanti così, in assenza di compattezza e di una progettualità alternativa alla destra, perde. Le prossime elezioni a Viterbo le vince un uomo dell'Udc, come Santucci o un delfino di Gabbianelli, come l'assessore Rotelli. Serve una candidatura ed un progetto, forti, condivisi da tutti i partiti. Sennò, si può anche decidere di non andare a votare. O dare la preferenza per una persona come Santucci, anche se presentato dal centrodestra”. www.tusciaweb.it |
| Viterbo - Lo chiede Michele Bonatesta Porta Murata, intervenga il ministro Rutelli 23 agosto 2006 http://www.tusciaweb.it/notizie/2006/agosto/23_15murata.htm - “E’ solo arroganza da parte di chi, anziché amministrare una città, pensa di gestire il potere come ritiene più opportuno o è solo la difficoltà di ammettere l’errore (e quindi fare marcia indietro) a fronte degli interessi economici ormai entrati in ballo e difficilmente transabili senza dolore per nessuno?”. A chiederlo è Michele Bonatesta, il presidente del movimento “Insieme per il territorio”, sconcertato per l’ostinato silenzio da parte del Comune di Viterbo che non fornisce spiegazioni a nessuno nonostante il crescere delle proteste e delle prese di posizione da parte di associazioni, privati, rappresentanti politici e del mondo della cultura, amministratori, a difesa delle mura cittadine a ridosso delle quali si vorrebbe realizzare un centro commerciale “sotterraneo”. “Se il sindaco non intende intervenire assumendosi pubblicamente le sue responsabilità – scrive Bonatesta – allora intervenga il ministro per il beni culturali, Francesco Rutelli, o personalmente o inviando qualificati tecnici del suo ministero che, comunque, siano in grado di bloccare il progetto di Porta Murata. Il nostro appello – prosegue l’ex parlamentare – passa attraverso analogo invito al ministro Fioroni: così come ieri ha portato a Viterbo il suo collega di Governo Di Pietro per farci sapere che il Viterbese non risulta essere nell’agenda degli interventi del Governo stesso, oggi porti il vice presidente del Consiglio a controllare se le mura di Viterbo sono tutelate come dovrebbero. Senza, ovviamente, entrare nel merito della legittimità o meno della licenza edilizia rilasciata in quella zona, senza giudizi sulla opportunità politica di questo intervento dato che questi aspetti dovranno essere valutati dalla Corte dei conti e da quanti altri sono, eventualmente, deputati a farlo. Quello che chiediamo – sottolinea Bonatesta – è solo un intervento “tecnico” da parte del ministero dei Beni culturali, propedeutico a quello del consiglio comunale che non potrà essere evitato. In attesa di sapere se il ministro Rutelli accoglierà o meno il nostro invito non possiamo non sottolineare con piacere la dimostrazione di etica professionale e di opportunità politica data dall’ingegner Mercanti che, si dice, avrebbe rinunciato all’incarico di direttore dei lavori. Decisione, questa, che dovrebbe fare riflettere anche qualche altro amministratore di Palazzo dei Priori che problemi di etica e di opportunità politica, al contrario, non si sta ponendo pur avendone qualche motivo”. www.tusciaweb.it |
| ALL’ENERGIA ADESSO PENSANO LE PROVINCE - |
| giovedì 10 agosto 2006 - http://www.iltempo.it/approfondimenti/index.aspx?id=1012796&Sectionid=8&EditionId=9 |
| LA Giunta regionale del Lazio, durante la sua ultima riunione, ha approvato una proposta di Legge regionale che delega alle Province funzioni e compiti amministrativi in materia di energia. La proposta di Legge va a modificare la Legge Regionale n° 14 dell'agosto del 1999 (relativa all'«Organizzazione delle funzioni a livello regionale e locale per la realizzazione del decentramento amministrativo»). La proposta di Legge, che verrà portata in Consiglio alla ripresa dell'attività dopo la pausa estiva, prevede che vengano delegate alle cinque Province del Lazio, Roma, Rieti, Viterbo, Latina e Frosinone, le competenze in materia di concessione dei contributi per il sostegno dell'utilizzo delle fonti rinnovabili di energia nell'edilizia, per il contenimento dei consumi energetici nei settori industriale, artigianale e terziario e per la produzione di fonti rinnovabili di energia nel settore agricolo. Inoltre, con l'approvazione del progetto di Legge regionale toccherà alle Province rilasciare l'autorizzazione unica prevista per la realizzazione e l'esercizio degli impianti di produzione di energia elettrica alimentati da fonti rinnovabili e per la costruzione delle infrastrutture connesse. «Si tratta di un importante provvedimento di semplificazione amministrativa - ha spiegato il presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo - in una materia di capitale importanza come quella della promozione delle energie rinnovabili. Infatti, se fino a oggi le Province erano competenti in materia di autorizzazione all'installazione di impianti di produzione di energia (in virtù di un Decreto Legislativo del 1998 e di una Legge Regionale del 1999), ad avere il compito di concedere la specifica autorizzazione amministrativa per la realizzazione e il funzionamento degli impianti di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili era ancora la Regione (o altro soggetto istituzionale da essa delegato)». «Con questa proposta di legge avviciniamo le energie rinnovabili ai cittadini - ha concluso il presidente Marrazzo - che d'ora in avanti come interlocutore in materia avranno solo l'autorità provinciale». |
| Il consiglio decide il futuro del palazzo del Cunicchio - 13.07.2006 |
| http://www.iltempo.it/approfondimenti/index.aspx?id=994609&Sectionid=8&Editionid=9 |
| COMUNE |
| di GIUSEPPE FERLICCA CHE fine faranno i locali della ex biblioteca? Il palazzo dietro la Camera di Commercio, al Cunicchio, era stato costruito da privati perché Provincia e Comune volevano trasferirci la biblioteca, poi il progetto è saltato. Ma nel frattempo la struttura è stata completata e adesso attende d’essere riempita. Non si sa con cosa. Anche perché, prima va cambiata la destinazione d’uso, rispetto al progetto originario. Sul futuro del palazzo, se ne discuterà domani in consiglio comunale, chiamato ad una scelta che probabilmente sarà quella di destinare una parte della struttura ad uso abitativo ed una parte ad uso commerciale. Quello del palazzo al Cunicchio, sarà uno dei pochi argomenti che saranno trattati, in una seduta che si annuncia come un incontro per darsi l’arrivederci a settembre. E’ l’ultimo appuntamento prima della pausa estiva, che si preannuncia all’insegna del tradizionale «Se ne riparla dopo Santa Rosa». Quindi, argomenti di un certo spessore, che sono comunque all’ordine del giorno, quali il programma integrato che interessa la zona dell’Arcionello o il progetto presentato per Villa Buon Respiro, con tutta probabilità non saranno discussi. Domani, oltre alle interrogazioni, ci sarà poco altro. Forse la discussione sul progetto di trasformazione dei mercati generali, da commerciale ad abitativo, secondo il ben noto progetto. Si dovrebbe affrontare anche la questione delle nomine per il collegio revisori dei conti, la commissione edilizia e per la commissione urbanistica, ma mancano ancora i nominativi da parte degli ordini degli architetti e degli ingegneri. Quindi, anche questo punto potrebbe essere rimandato. Seduta in odor di vacanza, quindi. Non va in ferie, invece, la discussione politica all’interno della maggioranza. La richiesta di un maggiore coinvolgimento nell’attività amministrativa, da parte dei consiglieri di Forza Italia e del gruppo misto, pare avere avuto una prima risposta positiva da parte di An ed Udc. «Il clima mi sembra positivo — dice Giovanni Arena — c’è stato un incontro e le esigenze di Forza Italia sono state accolte. Non sono in discussione problemi politici, ma amministrativi. I consiglieri chiedono più collegialità nelle scelte dell’amministrazione. Un’esigenza legittima, quindi un problema da risolvere, per dare la giusta soddisfazione ai consiglieri». |
Viterbo - Cronaca : Nuovo Palazzo di Giustizia,
l'inaugurazione sabato prossimo
Quindicimila
metri quadri distribuiti su quattro piani, con sei aule per udienze penali, due
per quelle civili, un’aula per corte d’Assise, serviti da dodici ascensori, uno
sportello bancario, seicento punti telefonici, tre biblioteche, un bar e un
grande parcheggio a disposizione di addetti ai lavori e utenti. E’ il nuovo
Palazzo di Giustizia di Viterbo che sarà inaugurato sabato 8 luglio, alla
presenza del sindaco Giancarlo Gabbianelli e delle massime autorità cittadine.
La realizzazione dei Nuovi Uffici Giudiziari costituisce per Viterbo un
fiore all’occhiello – afferma il sindaco – la prova evidente della volontà di
questa amministrazione nel lavorare con serietà ed impegno, con particolare
attenzione alle strutture più utili ed importanti per la cittadinanza e per
l’intero territorio provinciale”. I lavori di questa struttura, iniziati nel
lontano 1982, furono interrotti due anni dopo, lasciando al degrado del tempo
uno scheletro di cemento circondato da erbacce. L’amministrazione comunale, nel
2001, decise di riprendere in mano la situazione, aggiornando il vecchio
progetto, ormai obsoleto e prevedendo una spesa di circa trenta miliardi delle
vecchie lire per una cubatura realizzata, cha ha portato il costo complessivo ad
essere di 2/3 inferiore rispetto al prezzo dell’attuale edilizia giudiziaria. In
tempi brevissimi, con addirittura sette mesi di anticipo rispetto alla data
prevista, nonostante l’imponente mole di interventi, il 31 luglio del 2004 i
lavori del nuovo Tribunale furono regolarmente ultimati.
“Questa è la
dimostrazione – sottolinea Gabbianelli – di come si possano fare ottime cose, in
tempi brevi, spendendo poco. Questo brillante risultato lo si deve alla
professionalità dell’architetto Balducci, il cui intervento è stato decisivo,
poiché ha dimostrato di saper utilizzare al meglio risorse umane ed economiche.
Il nuovo Palazzo di Giustizia di Viterbo - conclude il sindaco - è una struttura
all’avanguardia sul territorio nazionale per la corrispondenza e la funzionalità
degli spazi rispetto alle norme giuridiche che li dentro vengono esercitate. In
un’unica struttura, infatti, sono riuniti uffici che finora sono stati
frammentati in quattro differenti punti di Viterbo. Sono evidenti i benefici che
ne derivano, non solo per la viabilità cittadina, la ricerca di un parcheggio,
ma anche per la notevole facilitazione dell’operato di coloro che vi lavorano e
per lo snellimento burocratico che va a vantaggio dei cittadini”.
in rete 28/04/2006 ViterboOggi Gabbianelli a Bruxelles:aree rurali, patrimonio da
tutelare Si è svolta a Bruxelles la 64^ sessione plenaria del Comitato delle Regioni,
il parlamento europeo delle autonomie locali. Il momento più importante di
questa sessione riguardava il Forum sulle politiche urbane dell’Unione Europea,
intitolato" Politiche Urbane dell’UE per città dinamiche". Il Forum è stato
introdotto dagli interventi di Jacques Barrot, Vice presidente della Commissione
Europea e di Danuta Hubner, commissario europeo responsabile per la politica
regionale , che si è occupata di sviluppo urbano sostenibile. In questo settore
è intervenuto, a nome del gruppo UEN-EA (Unione Europea delle Nazioni- Alleanza
Europea) il Sindaco di Viterbo Giancarlo Gabbianelli il quale ha sottolineato il
ruolo decisivo che i Comuni e le altre autonomie locali hanno per lo sviluppo :
"Uno sviluppo- ha detto – che si occupi del potenziamento degli aspetti
urbanistici e infrastrutturali, degli aspetti sociali di welfare, sicurezza e
integrazione sociale, di promozione economica del territorio, di crescita delle
opportunità occupazionali e della riduzione della pressione ambientale in ambito
urbanistico, del potenziamento dei servizi pubblici locali e con un particolare
riguardo alla qualificazione e differenziazione dei servizi di prossimità
necessari a garantire il miglior accesso al mondo del lavoro e, soprattutto, una
migliore qualità della vita alle famiglie ed agli anziani" " Una città
sostenibile", ha detto Gabbianelli, " ha sì bisogno di un approccio a geometria
variabile, ma perchè non si tratti solo di discussioni accademiche e al fine di
concretizzare quanto affermato, occorre procedere all’individuazione di
programmi integrati urbani che stabiliscano le priorità e gli investimenti
nazionali, le scelte e gli investimenti regionali e gli interventi di sviluppo e
riqualificazione del tessuto e delle funzioni urbane e rurali, da attivare anche
grazie al concorso di capitali privati" . Il Sindaco Gabbianelli si è poi
soffermato sulla necessità che si ponga particolare attenzione sulle città e
sulle zone rurali: "la continuità di un territorio riguarda la sua unicità e la
necessità che la programmazione avvenga per aree omogenee in grado di promuovere
il partenariato con le categorie economiche interessate, ma anche con gli
amministratori locali delle aree coinvolte. Occorre sostenere lo sforzo dei
Comuni rurali per la tutela e la salvaguardia del territorio dal rischio
idrogeologico, nonché sostenere la tipicità dei prodotti di qualità del
territorio stesso, siano essi prodotti agroalimentari che di artigianato e di
manufatti collegati a vecchi mestieri che rischiano di scomparire." Grande ruolo
hanno le aree rurali anche per la valorizzazione tramite programmi sperimentali
del patrimonio storico , culturale e della tipicità: " E’ proprio nelle zone
rurali", ha concluso Gabbianelli, " che l’uomo ha ancora la possibilità di
avere, per i grandi spazi che percorre, la più grande delle libertà, quella di
poter soffermarsi con lo sguardo e con l’animo a riflettere e avere il tempo di
confrontarsi, oltre che con gli altri, prima di tutto con sé stesso".
Martedì 18 Aprile 2006 Il Messaggero
Indagine della Confedilizia svela
che un appartamento tra le mura costa 1.640 euro al metro quadro contro i 1.780
dei quartieri più recenti
Case, in periferia più care
che nel centro storico
Viterbo, unico capoluogo dove
il boom immobiliare premia le nuove costruzioni
di SILVANA CORTIGNANI
Casa in centro? No,
grazie. Viterbo è l’unica città al mondo dove le case in centro costano meno che
in periferia. Non se la prenda il maresciallo Rocca. Essere città d’arte e di
cultura a Viterbo evidentemente non basta. Vanno bene il fascino di torri e
profferli, ma i residenti non fanno la fila per conquistarsi una finestra nei
pressi del palazzo papale o nel cuore di San Pellegrino. Carta canta. Nella
fattispecie un’indagine della Confedilizia, relativa al 2005, in base alla
quale, cifre alla mano, comprare un appartamento dentro le mura, nella città dei
papi, costa 1.640 euro al metro quadro contro i 1.780 della periferia.
Sicuramente un primato a livello nazionale. Non esiste altro capoluogo in Italia
oltre Viterbo, infatti, dove comprare in centro sia più conveniente che
acquistare fuori. Perfino Terni fa meglio: 2.000 euro in centro, 1140 in
periferia. Lo stesso avviene a Grosseto: 3.180 euro nella city, 2.500 fuori.
Idem il resto del Lazio, da Rieti (2.300 euro contro 1350) a Frosinone (1.550
contro 850) a Latina (3.450 contro 1990 euro). Per non dire di Roma e Siena,
dove un metro quadro centrale viene a costare rispettivamente 6.000 e 5.300
euro. A Viterbo no. I prezzi, dicono le agenzie immobiliari, lievitano a 3.000
euro al metro quadro solo di fronte a ristrutturazioni-gioiello di mansarde con
vista sui tetti, appartamenti in antichi palazzi nobiliari, abitazioni con
giardino, che rappresentano però solo il 3% del mercato.
Quanto basta per
gridare al flop del centro storico. Che nel frattempo rischia di andare in
malora, mentre si moltiplicano i cantieri in periferia. E non consolano i dati
dell’osservatorio della Camera di commercio relativi al primo semestre del 2005.
Se è vero, infatti, che poco meno di un anno fa valeva più un ristrutturato in
centro che in periferia, rispettivamente 1.400-2.200 euro al metro quadro contro
1.200-1.700, è anche vero che la semiperiferia faceva pur sempre meglio con un
valore dell’immobile compreso tra i 1.400 e i 2.250 euro al metro quadro.
Il
centro storico non decolla. Il problema, secondo il direttore provinciale
dell’Associazione degli industriali, Antonio Delli Iaconi, è che i viterbesi non
sono incoraggiati a mettere mano al portafoglio: «Negli ultimi tempi qualcosa si
sta muovendo, ma si tratta soprattutto di interventi di pregio, che non sono
alla portata di tutti». Vanno favoriti i privati: «Parliamo di un patrimonio
immobiliare immenso, recuperato solo in minima parte – commenta – che può
rappresentare un volano per l’economia, ma che finora è stato penalizzato dalla
scarsa attenzione della pubblica amministrazione nei confronti dei residenti».
Col risultato che i viterbesi vanno a vivere fuori o aspirano a cementificare le
ultime aree verdi vicine alla città: «Il settore edilizio avrebbe tutto da
guadagnare operando nel centro storico, basti pensare alle imprese specializzate
in ristrutturazioni e restauro, senza contare le nuove professionalità formate
presso l’ateneo, a partire dai laureati in beni culturali».
Tre i principali
punti di criticità: l’elevato costo delle ristrutturazioni, il lungo iter
burocratico per ottenere i permessi, l’invivibilità del centro storico. «Serve
uno strumento urbanistico specifico, ma anche una gestione del traffico che non
penalizzi i residenti, una politica commerciale che rimetta i negozi al posto
delle pizzerie, che fanno il tutto esaurito la sera, trasformando il centro in
una catasta informe di auto, con i relativi disagi per chi ci vive».
in rete dal 31/03/2006 viterbooggi.org
Strumenti urbanistici presto delega alla Provincia
Snellimento delle procedure, velocizzazione dell’approvazione del Piano territoriale provinciale e dei Piani regolatori generali dei Comuni, decentramento dei poteri. Tutto in un’ottica di copianificazione. Sono le linee guida che hanno portato alle modifiche della legge regionale 38/99, quella relativa alle norme sul governo del territorio, illustrata stamattina a Palazzo Gentili nel corso dell’incontro sul tema de "La nuova normativa urbanistica" dal vice presidente della giunta regionale del Lazio e assessore all’Urbanistica Massimo Pompili, il presidente della Provincia di Viterbo Alessandro Mazzoli, l’assessore alla Pianificazione territoriale Angelo Cappelli, alla presenza del capogruppo dei Ds in consiglio regionale, Giuseppe Parroncini. Che – come sottolineato dagli stessi Pompili e Mazzoli – ha fornito un notevole contributo alla stesura delle modifiche. Piani regolatori generali, varianti e strumenti urbanistici: cosa cambia nell’immediato futuro per Palazzo Gentili e i Comuni. "La nuova normativa – ha detto il presidente della Provincia – muta alcuni aspetti sostanziali, di grande rilevanza per il territorio. Si chiamano infatti direttamente in causa le Province, che dovranno attrezzarsi a diventare punto di riferimento per la pianificazione territoriale, mettendo in campo una struttura in grado di allacciare rapporti in vista del passaggio della delega sull’urbanistica nei prossimi mesi". Per l’ente si tratta dunque di "cambiare profondamente i propri connotati e compiere un salto di qualità". Non prima di aver percorso di nuovo la strada della partecipazione e della concertazione, discorso su cui Mazzoli punta molto anche in questo caso. "Alla luce delle novità serve un confronto di merito per lo sviluppo del territorio". Una fase di svolta anche per l’assessore Cappelli. "Arriveranno deleghe piene insieme a risorse umane ed economiche, quindi vogliamo farci trovare pronti e dotarci di un nuovo ufficio di pianificazione. Entro luglio porteremo in consiglio il Piano territoriale provinciale di coordinamento, da inviare quindi alla Regione Lazio, in modo che la stessa riesca ad approvarlo entro l’anno e trovarci così preparati all’inizio del 2007 a ricevere la delega". Nel frattempo, "tutte le varianti e i piani adottati dai Comuni seguiranno l’iter alla Regione Lazio, ma dopo il passaggio di competenze l’interfaccia sarà la Provincia". Questo l’iter per il Piano territoriale provinciale: Palazzo Gentili lo trasmette alla Regione, dopo 90 giorni il presidente della Provincia convoca la conferenza di pianificazione, che chiude i lavori entro 60 giorni; nei successivi 30, i presidenti di Regione e Provincia sottoscrivono l’accordo di pianificazione, ratificato nell’arco di altri 30 dal competente organo provinciale, che contestualmente approva il Piano. Questo invece l’iter dei Piani regolatori generali dei Comuni dopo l’approvazione del Piano territoriale provinciale: il Comune trasmette alla Provincia il Prg; dopo 90 giorni il sindaco convoca la conferenza di pianificazione, che chiuderà i lavori in 60 giorni; dopodiché, presidente della Provincia e sindaco sottoscrivono l’accordo di pianificazione, ratificato nei successivi 30 giorni dall’organo provinciale competente e dal consiglio comunale, che contestualmente approva il piano. Perché cambiare? "In soli 10 mesi – ha spiegato Pompili – abbiamo approvato 150 strumenti urbanistici, 18 dei quali nella Tuscia. Ma da quanto entra in Regione, un piano urbanistico ne esce in media dopo 7 anni. In un caso ce ne sono voluti addirittura 31. E’ però uno strumento che porta grandi ricadute sulla comunità locale, le cui esigenze dopo tempi così elevati risultano enormemente mutate". Da qui il ragionamento che ha portato ai tre punti cardine di partenza. "Abbiamo voluto snellire la dialettica tra Regione e Province, riducendo a 210 giorni i tempi per l’approvazione dei Piano territoriale provinciale. Poi seguiranno le deleghe e i fondi per irrobustire gli uffici tecnici. La dialettica sarà dunque tra Comuni e Province. Questo perché crediamo che la Regione oggi si occupi troppo di gestione, mentre i compiti principali sono legiferare, dare indirizzi, controllare, passare deleghe agli enti più prossimi".