Cronaca 2008

Autorizzata l’ater a spendere 660mila euro per nuovi alloggi
23 marzo 2008
La Giunta Regionale del Lazio ha approvato ieri, su proposta dell’assessore ai Lavori Pubblici e Politica della Casa Bruno Astorre, una delibera con la quale viene autorizzata l’Ater di Viterbo a utilizzare circa 660mila euro di fondi, derivanti dall’alienazione di alloggi Erp, per la realizzazione di nuovi alloggi di edilizia popolare.
In particolare i fondi saranno destinati alla demolizione e alla ricostruzione dell’ex fabbricato rurale di via dei Bersaglieri, nel quartiere Carmine di Viterbo.
Tratto da TusciaWeb

Il Messaggero: Monterosi, demolita l'antica locanda del Leoncino amata da Giuseppe Gioacchino Belli
http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=20974&sez=HOME_ROMA

VITERBO (20 marzo) - È stata abbattuta a Monterosi, nel Viterbese, la storica locanda del Leoncino, dove amava soggiornare il poeta romano Giuseppe Gioacchino Belli. Il fatto è stato segnalato dallo storico e scrittore Mario Agrestini che ha commentato così l'accaduto: «Qualche mattina fa mi sono accorto che avevano buttato giù la locanda del Leoncino, demolendo un pezzo di storia di cui molti paesi avrebbero fatto il
proprio vanto».

Secondo Carla Brusa, della Soprintendenza ai beni architettonici ed ambientali del Lazio e responsabile per la provincia di Viterbo, l'abbattimento è potuto avvenire perché «sull'edificio non erano stati posti vincoli di interesse ambientale o architettonico. In questi casi l'unica autorità che avrebbe potuto e dovuto proteggere lo storico edificio è il Comune».


Viterbo - Convegno Cassa Edile - Prefedil - 12 marzo
Certificazione energetica degli edifici e costruzioni in zona sismica
7 marzo 2008

- Fare il punto sulla certificazione energetica degli edifici e delineare il quadro normativo e le prospettive delle costruzioni in zona sismica, fattori ormai fondamento ed essenza stessa della moderna edilizia.

Approfondire le tematiche più che mai attuali del risparmio energetico e della sicurezza strutturale grazie al contributo scientifico di autorevoli esponenti dell’Enea e alle innovative performances produttive di Prefedil.

Questi gli obiettivi che si prefigge il convegno che si svolgerà il 12 marzo a Viterbo, presso il Grand Hotel Terme Salus Pianeta Benessere, su “La nuova edilizia nel rispetto della normativa” promosso da Prefedil con il patrocinio della Cassa Edile di Viterbo.

Aprirà i lavori del convegno, che avrà inizio alle 17 e sarà coordinato da Roberto Corbo direttore generale di Prefedil, il saluto di Antonio Delli Iaconi, Presidente della Cassa Edile di Viterbo, e di Gianni Di Mattia, Presidente di Prefedil. A seguire le relazioni dell’ing. Paolo Clemente – Enea sul tema “Costruzioni in zona sismica: normativa e prospettive” e dell’arch. Gaetano Fasano – Enea su “Il punto sulla certificazione energetica degli edifici”. Tra gli invitati si segnalano in particolare i rappresentanti degli ordini professionali legati al settore edilizio (Collegio dei geometri, Ordine degli architetti, Ordine degli ingegneri).

A chiusura del convegno la presentazione del “Sistema portante Vecopor”, nuova frontiera della tecnologia costruttiva per l’edilizia compatibile a firma Prefedil che riassume e realizza gli standard auspicati dalle principali normative in materia di tutela ambientale, risparmio energetico e sicurezza strutturale. Un prodotto realizzato con vetro espanso la cui elevata inerzia termica attenua le variazioni climatiche e le escursioni termiche (caldo-freddo/giorno-notte) e grazie a questa caratteristica mantiene nell’abitazione una temperatura sempre costante e gradevole.

Un sistema che ben si concilia con l’urgente necessità per l’Italia di concepire nuovi materiali energeticamente efficienti, in linea peraltro con quanto auspicato dalla Commissione europea le cui stime indicano un possibile risparmio del 20% circa dell’energia utilizzata negli edifici se si desse corso ad un uso virtuoso di tecnologie innovative in materia di isolamento termico.

Un contributo significativo alla riduzione degli sprechi energetici che, come indica una recente indagine di Eurima, European Insulation Manufacturers Association, in Europa ammontano ad oltre 270 miliardi di euro l’anno a causa dell’inadeguato isolamento termico degli edifici pubblici e privati.

Notizia ripresa da TUSCIAWEB


Viterbo - Provincia
Oltre 3 milioni di euro per gli istituti superiori della Tuscia
1 marzo 2008

- Edilizia scolastica, programmati gli interventi per gli istituti superiori della Tuscia per le annualità 2008 e 2009.

“Si tratta di interventi – spiega l’assessore al ramo Angelo Cappelli - tutti già finanziati dal Fondo straordinario per l’edilizia scolastica della Regione Lazio. Un fondo triennale di 3.739.000 euro. Nel 2007 sono stati finanziati interventi per 1.747.000 euro e attualmente è in corso la procedura per lavori su Itis di Viterbo, Itcg di Montefiascone, Itcg Paolo Savi di Viterbo, Itas di Bagnoregio, Itcg di Tarquinia, liceo classico Buratti di Viterbo, più la manutenzione straordinaria al liceo scientifico Ruffini ancora nel capoluogo.. Per il 2008 e il 2009 sono invece stati stanziati quasi 2 milioni di euro, precisamente 996.000 euro per ogni anno”.

Per far sì che la Regione liquidi gli importi già concordati la Provincia deve procedere all’individuazione degli interventi da fare. “Per il 2008 – continua Cappelli – abbiamo indicato di predisporre i lavori di messa a norma dell’impianto elettrico del complesso scolastico di Civita Castellana (260.000 euro). Inoltre sono previsti lavori di ristrutturazione e sicurezza del liceo linguistico Buratti di Viterbo (238.000 euro) e lavori di messa a norma degli impianti elettrici dei laboratori del liceo scientifico e Ipsia di Acquapendente. Si tratta di interventi urgenti, che realizzeremo grazie a questi fondi”.

Ma non finisce qui. Per il 2009 la progettazione realizzata dalla Provincia di Viterbo prevede anche lavori per l’istituto magistrale Santa Rosa di Viterbo (268.000 euro), per l’Itc Paolo Savi (230.000 euro), per l’Orioli (298.000 euro) e il linguistico Buratti (200.000 euro) .

“Sono tutte opere urgenti – dice ancora l’assessore Cappelli - che richiedono un intervento mirato, non a caso i lavori in calendario riguardano la messa a norma di impianti termici o elettrici. E proprio perché la sicurezza degli istituti scolastici della Tuscia non può essere trascurata abbiamo preparato anche altri quattro progetti di interventi per partecipare al bando dell’Inail, che mette a disposizione fondi per gli istituti scolastici”.

La legge Finanziaria stabilisce infatti che l’Inail, in via sperimentale per il triennio 2007-2009, d’intesa con il ministero della Pubblica istruzione e con gli enti locali, finanzi progetti che abbiano l’obiettivo di migliorare le condizioni degli istituti scolastici sotto il profilo della normativa sulla sicurezza e l’igiene dei luoghi di lavoro o per abbattere le barriere architettoniche.

“I quattro progetti presentati per il bando Inail – illustra l’assessore all’Edilizia scolastica – sono richieste di finanziamento per la realizzazione di un ascensore per disabile, sostituzione di infissi e rifacimento della pavimentazione dell’Itc Paolo Savi di Viterbo (347.500 euro). Abbiamo chiesto fondi anche per la sostituzione degli infissi esterni delle aule e sostituzione dei corpi illuminanti all’Itc di Montefiascone (349.000 euro) e per la sostituzione degli infissi, delle plafoniere e per adeguamenti elettrici per il liceo linguistico Buratti di Viterbo (347.000 euro).

Infine – conclude Cappelli - l’ultimo progetto è una richiesta per interventi sulla cabina elettrica principale, sostituzione di infissi e realizzazione di un bagno per disabili per l’Itis Da Vinci di Viterbo. Se i quattro progetti supereranno l’istruttoria saremo in grado in breve tempo di ammodernare e rendere più efficienti tutti i nostri istituti”.

Notizia ripresa da TUSCIAWEB


I Verdi: Una esperianza da dimenticare
Gabbianelli? Bocciato
15 febbraio 2008

Quella di Gabbianelli - breve riflessione, circostanziata sulle questioni urbanistiche - è stata una esperienza conservatrice e sofferta, figlia di una visione della società ferma nelle sue piccole sicurezze e incapace di confrontarsi con i grandi cambiamenti e le grandi innovazioni.

Una città che, nel disegno autoritario del suo primo cittadino, doveva trovare spazi di nobiltà nei salotti europei attraverso la figura carismatica del suo rappresentante istituzionale, mentre veniva tessuta una fitta tela di relazioni con imprenditori edili, in particolare, per quella che sarà ricordata negli anni come “l’urbanistica dell’asino” o del “tappabuchi”.

Nessuna visione condivisa dello sviluppo della città, ma solo una strategia sottesa a preparare il nuovo sacco, senza colpo ferire.

Gran parte dei terreni agricoli, ancora liberi, della periferia, sono stati acquistati dalle società immobiliari, nella Piana di Viterbo, a S. Barbara, al Barco, sulla Palanzana, alla Mazzetta, sulla Tuscanese, e via via in tutti gli spazi utili, prima ancora che si cominciasse a discuterne in sede di nuovo piano regolatore. In spregio al criterio della trasparenza e della pubblica utilità, il disegno della città che viene sarà ricalcato sugli interessi dei grossi nomi dell’edilizia viterbese.

L’attività urbanistica di Gabbianelli sarà ricordata per aver svenduto le aree verdi del vigente piano regolatore (Ceramiche Tedeschi, Pinetina, S. Barbara, Via Tuscia, Arcionello) e per aver lasciato il centro storico in balia di un abbandono offensivo e di un traffico insolente.

I parcheggi liberi sono diminuiti, le centraline per il controllo dell’inquinamento non ci sono, i turisti continuano a vagare sperduti tra strade del quartiere S. Pellegrino deserte e sporche.

Le realtà economiche non sono state coinvolte nelle programmazione, nella condivisione degli spazi e dei tempi, di un disegno della città, neanche quando sono state chiamate a discutere dell’ipotesi dell’aeroporto.

Perché una idea di Viterbo città aeroportuale non c’è, e basterebbe questo a confermare un giudizio sull’amministrazione Gabbianelli fortemente negativo. Così in tutti questi anni non c’è stato il disegno di una città termale, di una città turistica, di una città d’arte.

Tuttavia credo sia necessario rimarcare che il limite maggiore della sindacatura Gabbianelli è stato quello di aver allontanato i cittadini dalla gestione della città, di aver ignorato le loro disponibilità quando si sono offerti – come comitati o come associazioni – di contribuire con le proprie intelligenze e competenze ad una città diversa, più viva, più trasparente, più partecipata.

Il sindaco è giunto a disconoscere queste esperienze, negando il loro valore sociale.

Ma questo attiene ad una visione dell’amministrazione intesa più come feudo che come casa di vetro. Un pessimo servizio per la crescita culturale della comunità viterbese. Una esperienza da dimenticare al più presto.

Umberto Cinalli

Portavoce Verdi per la Pace del comune di Viterbo http://www.tusciaweb.it:80/notizie/2008/febbraio/15_28verdi.htm


Rifiuti, bocciato il Lazio

Francesca Mariani

Ogni cittadino del Lazio nel 2006 ha prodotto 611 chilogrammi di rifiuti urbani. Un valore vicino a quello della Toscana, maglia nera per i suoi 704 chilogrammi pro capite, e ben distante dalla virtuosa Basilicata, che supera di poco i 400 chilogrammi.

Il Tempo  07/02/2008
I dati, elaborati dall'Agenzia per la protezione dell'ambiente (Apat) e contenuti nel «Rapporto rifiuti 2007», confermano il Lazio come la regione che smaltisce in discarica le maggiori quote di rifiuti: oltre 2,8 milioni di tonnellate, pari all'85% dei rifiuti prodotti. La sola provincia di Roma smaltisce in discarica oltre 2 milioni di tonnellate di rifiuti, 1,5 dei quali nel comune di Roma. La quota è indirettamente confermata dalla bassa percentuale di raccolta differenziata effettuata nella regione: 11% contro il 49,1% del Trentino Alto Adige, che detiene il primato, e l'11,3% della Campania, che è ancora in piena emergenza. Solo Roma e Latina si attestano al di sopra del 10% (rispettivamente 16% e 10,5%), mentre decisamente più bassa è la raccolta differenziata nelle province di Viterbo (7,7%), Rieti (4,5%) e Frosinone (4,3%).
Non mancano le polemiche. «Sono perfettamente d'accordo sulla proposta fatta dal presidente dell'Autority sui servizi pubblici locali del Comune di Roma, Paolo Leon, di una mini liberalizzazione del servizio di raccolta dei rifiuti - spiega Donato Robilotta, capogruppo regionale dei Socialisti riformisti - Sono perfettamente d'accordo che dove il servizio pubblico non funzioni sia giusto che entrino i privati. Nel caso di persistenti disfunzioni del servizio di raccolta dei rifiuti l'amministrazione comunale non deve avere le mani legate dall'azienda municipalizzata ma deve potersi rivolgere, attraverso una gara pubblica, al privato».
«È sorprendente constatare che il piano di adeguamento dei rifiuti approvato da Marrazzo si fermi agli auspici». È quanto ha affermato il capogruppo di Forza Italia, Alfredo Pallone, che ha aggiunto: «A fronte di un'emergenza nazionale nella quale il Lazio e Roma sono individuate come aree pronte a esplodere, come del resto certificato dall'Apat, la delibera varata dalla Giunta è semplicemente una dichiarazione d'intenti che non precisa né individua le soluzioni. Ma soprattutto, e questo rappresenta tutto il limite dell'intervento, non ha nessun potere prescrittivo sui Comuni inadempienti. In particolare sulla raccolta differenziata - prosegue Pallone - la giunta "ambientalista" sfiora il ridicolo, auspicando il raggiungimento di una percentuale non inferiore al 45% entro il 31 dicembre 2008 e il 65% entro il 2012. L'unico modo di uscire da questo cul de sac - conclude Pallone - è la realizzazione di almeno due impianti, uno in provincia di Roma e l'altro in un territorio extraromano che ha già dato la propria disponibilità».
L'Ama precisa: «In riferimento ai dati dell'Apat il dato della raccolta differenziata, che a Roma si attesta intorno al 20%, è calcolato sulla base delle indicazioni e dei parametri fissati dal Piano Regionale Rifiuti della Ragione Lazio. La Regione Lazio considera materiale riciclabile anche i rifiuti inerti (scarti da edilizia) e stabilisce che almeno il 50% di questi rifiuti urbani deve essere avviata al riciclo. La città di Roma, attraverso Ama, ha raggiunto questo obiettivo e quindi il quantitativo di inerti raccolto in maniera differenziata e avviato a recupero deve essere a tutti gli effetti calcolato nel computo della raccolta differenziata complessiva».